Non c’è scritto ”Arbeit Macht Frei”

e il paesaggio intorno è diverso dal campo di sterminio: il viale alberato di periferia, un supermercato, il benzinaio; ma l’interno riproduce il Blocco 21 di Auschwitz, con le stesse dimensioni (“… ci siamo sforzati di ricreare, allusivamente, un’atmosfera di incubo, l’incubo del deportato straziato fra la quasi certezza della morte e la tenue speranza della sopravvivenza…”). Una passerella di tavole sconnesse attraversa due grandi stanze di cinquanta metri -le camerate dove dormivano i prigionieri- dentro una spirale di tela dipinta in giallo rosso bianco e nero; a rappresentare gli ebrei, il marxismo, i cattolici e il nazifascimo (“…le loro fedi e le loro convinzioni divennero colori contrastanti, i cupi colori della negatività che li opprimeva…”).     Ma alla fine del percorso c’è una finestra illuminata

“Memoriale in onore degli italiani assassinati nei campi nazisti”. Inaugurato nel Blocco 21 di Auschwitz (1980), chiuso nel 2011, restaurato e inaugurato a Firenze (8 maggio 2019 – anniversario dell’ armistizio, Berlino 1945)

Firenze, viale D. Giannotti 75/81. Per orari e prenotazioni: privati 0552768224 info@muse.comune.fi.it – scuole 0552616788 didattica@muse.comune.fi.it

Tra parentesi le parole di Ludovico Belgiojoso, architetto, deportato a Mauthausen e Mario Samonà, pittore (1980)